ARGOMENTI INTERESSANTI: AIDS (pagina 2)
NESSUNA CORRELAZIONE
" ..Sappiamo che errare è umano,
ma l'ipotesi Hiv-Aids è un errore macroscopico. Lo dico forte e chiaro
per mettere in guardia la gente.."
Kary B. Mullis
Premio Nobel per la Chimica nel 1993 per aver scoperto
la PCR (Polymerase Chain Reaction) reazione a catena della polimerase
Oggi il movimento del dissenso raccoglie oltre 700 firme tra virologi, infettivologi, epidemiologi ed altri specialisti di 23 nazioni tra cui 3 premi Nobel, tutti indignati dalla colossale mistificazione e speculazione imbastita intorno all'AIDS.
Sono passati oltre 12 anni da quando le autorità sanitarie hanno cominciato ad annunciare al mondo intero che l'umanità era minacciata da una nuova terribile peste, la cosiddetta "peste del 2000" che nell'arco di pochi anni avrebbe colpito decine e decine di milioni di persone continuando ad espandersi a macchia d'olio fino a diventare veramente il flagello del secolo che sta per finire e di quello che sta per cominciare.
Nonostante questi allarmi spaventosi, però, l'AIDS continua a restare una epidemia molto più piccola di quel che si vuol far credere, confinata in Occidente ad alcuni gruppi a rischio ben precisi; ed in Africa gonfiata da una definizione artificiosa, capace di riunire sotto il suo largo ombrello malattie antiche cambiandone il nome.
La teoria ufficiale non è tuttora in grado di spiegare in quale modo il virus HIV possa provocare le malattie che gli vengono imputate. Tale teoria descrive l'AIDS come una malattia infettiva provocata dal virus HIV che distrugge pian piano le cellule del sistema immunitario, lasciando l'organismo indifeso di fronte a malattie "opportunistiche". Il virus penetra nell'organismo di un dato soggetto attraverso un contatto con sangue o sperma infetto. Questa infezione virale provoca una reazione anticorpale inefficace, utile solo ad essere registrata con i cosiddetti test dell'AIDS (o anti-HIV). La sieropositività costituirebbe il segnale di una malattia subdola, progressiva, inesorabile nella gran parte dei casi.
Dunque AIDS è un termine calderone che raccoglie condizioni eterogenee e disparate. Si tratta di condizioni che vengono tra loro associate solo quando il risultato del test dell'AIDS è positivo. Se il risultato è negativo, le stesse malattie vengono chiamate con il loro vecchio nome.
1)
Assenza di correlazione tra risultati del test
e malattia:
Una peculiarità delle malattie infettive virali è che hanno
una causa unica (il virus), e ovviamente non possono verificarsi in sua assenza.
Così non c'è varicella senza il virus della varicella, non c'è
morbillo senza il virus del morbillo e così via. La letteratura medica
ha registrato migliaia di casi di AIDS sieronegativi (cioè presentavano
i sintomi ma il test era negativo), e sieropositività (test positivo)
in assenza di AIDS.
La reazione al test, evidentemente capricciosa, può legarsi alla salute
come alla malattia, è spesso associata ad un aumento aspecifico delle
immunoglobuline, il che si verifica in molte situazioni, come nel corso di
malattie autoimmuni, di infezioni croniche, di malaria, di parassitosi, talvolta
anche per motivi banali come una vaccinazione antinfluenzale.
2) L'AIDS non
si comporta come una malattia infettiva contagiosa:
Nonostante l'allarmismo, l'AIDS è rimasto confinato a gruppi in cui
sono presenti fattori di rischio ben precisi:
a) tossicodipendenti: (circa il 32% dei malati in USA e il 60% in Italia)
si tratta di individui che oltre a subire gli effetti negativi dell'eroina,
della cocaina, dell'alcool, delle anfetamine e di altre sostanze psicotrope,
si alimentano in maniera scorretta ed insufficiente e sono colpiti in modo
più o meno continuo da infezioni multiple. In queste condizioni di
immunodepressione (molte droghe hanno effetto depressivo sul sistema immunitario).
Anche i figli di madri tossicodipendenti ricevendo per via uterina tossine
dalla madre possono presentare una sieropositività alla nascita.
b) omosessuali: (circa il 62% in USA e il 48% in Europa) il problema riguarda
gli utilizzatori sistematici di droghe multiple, cocaina, extasy, alcool,
nitriti assunti per via inalatoria a forti dosi (i nitriti sono sostanze molto
reattive, causano immunodepressione, e vengono utilizzati per il loro effetto
afrodisiaco e rilassante per la muscolatura sfinterica).
c) emofiliaci (circa l'1% in USA e il 3% in Europa). I carichi di proteine
estranee sono essi stessi immunodepressivi sia in emofiliaci sieropositivi
che sieronegativi.
3) Non esistono
studi che dimostrino che l'AIDS è causato dall'HIV:
Kary Mullis Premio Nobel per la chimica nel 1993 per aver inventato la PCR
(Reazione Polimerasica a Catena) interpellò svariati virologi ed epidemiologi
su dove trovare il riferimento bibliografico che spiegasse come l'HIV provochi
l'AIDS. Ma nessuno dei colleghi fu in grado di precisarlo.
4) La definizione
della malattia:
Essa comprende un alto numero di malattie già conosciute, attualmente
esse sono ben 29! Queste malattie non sono affatto associate sempre ad immunodeficienza,
sono definite AIDS se associate ad un test positivo. Se una persona ha la
tubercolosi e risulta sieropositiva allora "ha l'AIDS". Se invece
ha la tubercolosi ed il test è negativo, allora ha "soltanto la
tubercolosi"
5) Incubazione
misteriosa:
Tutte le malattie infettive virali, salvo rare eccezioni, hanno una incubazione
breve, di pochi giorni o settimane. L'incubazione del virus dell'AIDS è
stata calcolata inizialmente attorno ai 18 mesi, per aumentare poi di anno
in anno, fino a raggiungere nel 1992, i 10/14 anni. A questo super-virus viene
attribuito di tutto. Di volta in volta può essere furbissimo, tanto
da sfuggire ad ogni tentativo di controllo da parte dei ricercatori, o viceversa,
completamente "scemo".
6) L'allarme
prostitute:
Le prostitute non potevano non diventare le vittime designate delle campagne
propagandistiche dei tutori della nostra salute fisica e morale. Sennonché,
via via che passavano i mesi, si è visto che il tasso di sieropositività
era estremamente basso tra le prostitute. Al 31 Marzo 1995, su 27.043 casi
solo 22 riguardavano prostitute non tossicodipendenti (non dipende dalla maggior
protezione, perché quelle stesse prostitute presentavano un alto tasso
di infezioni sessuali).
7) La terapia
con AZT:
Sintetizzato nel 1964 come farmaco antitumorale. Rimase inutilizzato per 20
anni, poiché si constatò sperimentalmente che i topi leucemici
trattati morivano in numero maggiore di quelli non trattati. Ma perché
questo farmaco così tossico, cancerogeno e privo di effetti benefici
continua ad essere somministrato? La Wellcome (casa farmaceutica produttrice)
ha venduto 0.9 tonnellate nel 1987, ed è passata a 44.7 tonnellate
nel 1992. Il costo dell'AZT per malato è di circa 250.00 euro al mese.
Il profitto lordo per la Wellcome nel 1993 è stato di 290 milioni di
euro l'anno.
Da tempo i settori più reazionari del mondo politico e religioso occidentale erano alla ricerca di pretesti scientifici cui ancorare le loro offensive puritane e restauratrici. Un primo tentativo fu compiuto alla fine degli anni '70, con una raffica di informazioni più o meno terroristiche sulle malattie veneree. Ma l'AIDS sembrò l'occasione d'oro. Qui si delineava una malattia non solo sessuale ma mortale e invulnerabile agli arsenali medici esistenti. Insomma una malattia inventata su misura per i sessuofobi di ogni stampo e di ogni paese.
Kary B. Mullis (Premio Nobel per la Chimica): Il mistero che circonda quel dannato virus è il frutto inevitabile di quei due miliardi di dollari che ci spendono sopra ogni anno. Se prendessimo un qualsiasi altro virus e spendessimo due miliardi di dollari ogni anno per studiarlo, state certi che anche quel virus produrrebbe misteri a bizzeffe.
Tratto da: "AIDS la grande truffa"
di Luigi De Marchi e Franco Franchi
NEXUS NEW TIME edizione italiana n°5.
AIDS - Una visione alternativa
La truffa dell'AIDS secondo il premio Nobel Kary Mullis
Intervista sull'AIDS del dr. Kary Mullis
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