REIKI INFO presenta interessanti articoli del prof Corrado Malanga:
il massimo esperto mondiale di interferenza aliena (ufo abduction)

una revisione
della realta'

Ovvero: gli Asini volano?

di CORRADO MALANGA

 

Parte Seconda:

una nuova definizione di realta'
e di virtualita'

 

La PNL ritiene che la realtà sia determinata dalle cose che ci circondano ed ha la stessa visione della realtà stessa che ha la fisica, ma con l’aggiunta di un concetto fondamentale che alla fisica non interessa: la percezione. Per la fisica, infatti, non conta cosa si percepisce della realtà, conta soltanto cosa le apparecchiature misurano di essa.

La PNL, provenendo da studi impostati su basi completamente differenti dall’idea galileiana di misura, fornisce un ulteriore parametro da aggiungere al gioco: la percezione del fenomeno fisico.

Secondo la fisica moderna la percezione è un fenomeno soggettivo completamente ininfluente sulla realtà, mentre per il neurofisiologo la percezione della realtà sembra poter in qualche modo alterare la realtà stessa della vita. Se ti cade un mattone da 10 chili su di un piede alla velocità di dieci metri al secondo, il dolore dipenderà da questi due parametri secondo una legge, un algoritmo, ben identificabile. Questo secondo la fisica, ma secondo la neurofisiologia ciò non è affatto vero: basti pensare che gli stati alterati di coscienza producono alterazioni della soglia del dolore fino all’anestesia totale, anche se si taglia un arto senza supporto di anestesia chimica.

Per il fisico la realtà è quella misurata dalle macchine, mentre per il neurofisiologo la realtà è quella da noi percepita, perché sarà quest’ultima a produrre effetti.

Se non si sente dolore, non si reagirà ad esso e poco importa se una macchina dice, invece, che si doveva reagire. Questo sembra mettere in luce un importante controsenso, poiché, come ho già detto, la PNL e la fisica hanno della realtà, cioè del “territorio”, la stessa definizione, con l’unica differenza che la PNL prevede una “mappa del territorio” che la fisica non ammette. In questo caso la mappa del territorio sarebbe un nuovo territorio dove alcuni parametri soggettivi farebbero credere di essere in un posto differente rispetto a quello nel quale in realtà si è. Insisto su questo punto per dimostrare che la PNL e la fisica moderna non sono finora riuscite a scavalcare il problema posto dal parametro “coscienza umana”.

La coscienza ha qualche importanza nella percezione?

Tutto appare troppo meccanicistico per la fisica ed anche per la PNL, per le quali, in fondo, la percezione è determinata apparentemente da problemi fisici e solo da quelli, e non da stati d’animo coscienziali.

In altre parole, se si è drogati od ubriachi, si vede la mappa del territorio in modo decisamente differente dal territorio stesso, oppure se si sta viaggiando quasi alla velocità della luce, la si vede distorta, perché lo spazio-tempo si contrae. Ovvero, se hai fatto esperienza di vita, puoi dire che una volta eri per la guerra ed ora sei contrario: la PNL spiega questo cambiamento dicendo che la tua visione del territorio (la mappa) è mutata in base alle esperienze che tu hai fatto nella tua vita, ma non accenna minimamente alla quantità di coscienza che tu puoi aver acquisito. Parla di input, di dati che sono entrati nel tuo cervello e di capacità di risolvere, su base esperienziale, problemi sempre più complessi, ma nulla dice a proposito di come senti dentro un problema.

Anche la PNL, per chi se ne intende, è una serie di regole quasi matematiche da applicare. Se muovi gli occhi in un certo modo, stai pensando in un certo modo, perché stai attivando una particolare zona del cervello e la risposta è prevista dalle regole della PNL. La PNL è una scienza nuova, ma quella che essa espone è una visione riduttiva e non potrebbe essere che questa la visione della PNL allo stato attuale della ricerca, in cui, per Universo, si pensa ad un territorio composto, come per la fisica, solo di spazio, tempo ed energia e si ritiene che la differenza tra virtualità e realtà, tra mappa e territorio, sia dovuta esclusivamente alla percezione di queste tre entità. Così ci affidiamo ad algoritmi matematici che dovrebbero descrivere cosa in realtà è il territorio e ci viene anche detto che qualsiasi cosa noi vediamo del territorio stesso sarà vera solo se è identica a quello che ci dice una macchina, fino ad arrivare, però, ad un punto in cui non si può sapere più niente della realtà, perché Heisenberg ed il suo principio di indeterminazione lo vietano.

Il problema è che, se la fisica di Bohm è vera, non esistono misure che abbiano senso per la virtualità e, soprattutto, non esiste nessun territorio e quindi nessuna mappa!

Ripartiamo daccapo.

E se ci fosse un errore di fondo? E se l’errore fosse imputabile alla mancanza di un parametro invisibile il quale, se scovato, potrebbe sistemare sia la visione filosofica sia quella scientifica del problema, mettendo in altre parole d’accordo tutti i modi di percepire l’Universo? Questa si che sarebbe la vera teoria unificata!

La mia idea parte dall’aver introdotto un nuovo parametro (per il momento lo chiamerò così e lo identificherò, per approssimazione, come un asse cartesiano; scopriremo in seguito che si tratta di ben altra cosa - N.d.A.).

Non ci sono solo tre assi, quali lo SPAZIO, il TEMPO e l’ENERGIA, ma esiste anche la COSCIENZA!

L’Universo non sarebbe né completamente virtuale, come dicono Bohm e Pribram, né reale come dice il Papa né, tanto meno, completamente misurabile come sostiene la fisica moderna. L’Universo, composto da quattro entità, sarebbe così in parte reale ed in parte virtuale, dove reale vuol dire IMMUTABILE e virtuale MUTABILE.

La parte reale dell’Universo, che è sempre esistita, avrebbe creato anche la parte virtuale in forma di spazio, tempo ed energia. Le due componenti principali sarebbero la parte virtuale, modificabile e misurabile secondo precise leggi fisiche, e la parte reale, immutabile e non descrivibile attraverso alcun algoritmo: non ha senso, infatti, descrivere qualcosa che non cambia mai.

Pribram sostiene che il nostro cervello è un lettore di ologrammi e dunque esso vede l’Universo olografico come un ologramma, con tutte le conseguenti matematica e fisica. Esso vede, dunque, solo in tre dimensioni, come nella fisica degli ologrammi. Il nostro cervello avrebbe, secondo alcuni scienziati, accesso immediato ad un numero incredibile di informazioni, proprio come si ottiene leggendo, con un raggio laser, un solo punto di un ologramma, ma avrebbe un’idea errata sull’esistenza di spazi e tempi.

Se quest’ultimo aspetto sembra essere in palese contrasto con la capacità assimilativa del cervello stesso ed anche se gli scienziati, i neurofisiologi e Bohm stesso non spiegano assolutamente tutto, è possibile sistemare le cose se aggiungiamo l’asse della coscienza al sistema fisico.

Bohm, nei suoi lavori scientifici, non cita mai l’asse della coscienza, ma ne identifica indirettamente la probabile esistenza in un libro scritto a quattro mani con il saggio indiano Krishnamurti, dal titolo “Dove il tempo finisce”, Ubaldini editore 1986, Roma. I fisici sembrerebbero far riferimento ad un possibile “asse” della coscienza chiamandolo, in modo decisamente vago, con il nome di “parametri nascosti”. Se esiste l’asse della coscienza definito come lo si è visto in miei precedenti lavori, possiamo ristrutturare la visione dell’Universo che hanno la PNL e la fisica moderna, ma non solo. Possiamo creare una nuova PNL e correggere alcuni errori formali di questa nuova scienza.

Vediamo come.

Le idee di tempo e di spazio da dove vengono? Io dico che lo spazio ed il tempo non esistono, ma dentro di me ne ho una percezione precisa. Non a caso si nasce, si vive, si muore: tutto comincia e tutto sembra finire. Il nostro cervello, secondo me, è solo in parte un lettore di ologrammi. Nel nostro cervello, infatti, esistono due sottocervelli, che sono il lobo destro e quello sinistro. Più volte ho detto che, mentre il lobo sinistro è quello della razionalità, delle formule matematiche e della visione del virtuale - cioè dell’insieme modificabile composto da spazio, tempo ed energia - il lobo destro è il lettore dell’inconscio, delle sensazioni atemporali: è il regno di Anima immortale.

Si direbbe che mentre il lobo sinistro, legato alle attività subcoscenziali del nostro cervello, è il lettore della parte olografica e virtuale, l’altro lobo, il destro per l’appunto, sarebbe il lettore della realtà. Non a caso uno dei due lobi riconoscerebbe il significato delle parole lette, mentre l’altro ne riconoscerebbe la forma, il significato simbolico, l’archetipo costruttore. Così il lobo sinistro sarebbe come una testina per DVD che legge la traccia del virtuale, mentre l’inconscio sarebbe il lettore della traccia del mondo reale.

Ci sarebbero, però, due processi di lettura completamente differenti.

Mentre la testina destinata al DVD della virtualità legge, come in un comune DVD, gli eventi in sequenza, l’altro tipo di lettore leggerebbe tutti gli eventi contemporaneamente.

Dunque il nostro lobo destro tenderebbe ad essere più portato a leggere nell’asse della coscienza dove, non essendoci né tempo né spazio, tutto viene percepito immediatamente, non dando l’idea dello scorrere del tempo; al contrario, il lobo sinistro leggerebbe gli eventi in sequenza. Se un evento viene scoperto e letto prima di un altro, che verrà di conseguenza letto dopo, il cervello si farà l’errata idea che l’evento letto dopo, prima non esistesse; leggere un evento vorrebbe erroneamente dire farlo nascere. Così l’idea del tempo si fa largo nel nostro cervello solamente perché esso legge tutti gli eventi in sequenza, non essendo capace di leggere tutto contemporaneamente.

La tendenza dei due emisferi cerebrali a comportarsi così sarebbe tale nel senso che anche la parte virtuale in qualche modo leggerebbe qualcosa della realtà reale e viceversa. Più precisamente la parte coscienziale di noi leggerebbe la coscienza e la parte virtuale leggerebbe la parte della virtualità. Da questo punto di vista, più coscienza si possiede e più atemporalmente si vede l’Universo. Essere più coscienti di sé equivale ad ospitare la componente animica, la quale possiede un’abbondante quantità di coscienza, come ho avuto modo di descrivere in altra sede.

Potrebbero essere spiegati molti dei fenomeni erroneamente ritenuti paranormali tenendo presente che essi entrerebbero semplicemente nella fenomenologia della lettura da parte della coscienza del singolo, all’interno della coscienza dell’Universo. Fenomeni temporali, come la preveggenza, o spaziali, come la levitazione di oggetti, potrebbero semplicemente essere frutto dell’interazione della componente coscienziale con il resto del sistema.

Ricordo ancora una volta che la coscienza ha creato la virtualità e la può modificare quando e come vuole. Basta avere coscienza di poterlo fare.

Chi fosse provvisto di componente animica avrebbe ovviamente più possibilità, in quanto munito di una componente coscienziale molto più forte rispetto a colui che Anima non è.

 

 

 

 

 

 

 

 

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