REIKI INFO presenta interessanti articoli del prof Corrado Malanga: una revisione
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Ciò produrrebbe, dal nostro punto di vista virtuale, l’inizio e la fine dell’Universo, seguiti da un altro inizio ed un’altra fine e così via di continuo…
Un universo quantizzato creato in un solo istante, come tante gocce tutte insieme (i quanti di spazio, tempo ed energia) sarebbe in accordo con una coscienza quantica che crea, in un solo istante, quello corrispondente al suo stato ON (cosciente), essendo l’altro stato, quello OFF, non cosciente.
Conclusioni
Per la scienza attuale non c’è alcuna possibilità di dimostrare che le cose che ho detto sono false, poiché esse non si basano su teorie strampalate ed utilizzano gli stessi dati sperimentali fino ad oggi accettati, ma ne danno una differente interpretazione, la quale spiega anche ciò che i vecchi approcci relativistico-quantistici non riescono a spiegare. Una visione di questo tipo mi fa girare la testa e mi provoca un senso di “mal di mare”, a causa, se non altro, dalla mia apparente impotenza a fermare la giostra sulla quale sono salito.
Ma mi consolo osservando che la Coscienza, nella sua eternità quantica, assomiglia molto alla descrizione di Anima immortale, la quale si comporterebbe come un Fotone onda, che a sua volta sarebbe l’espressione di un asino materiale. Gli asini, infatti, sono come i fotoni: quando non li vedi volano, ma siccome sono timidi, quando li osservi stanno fermi, proprio come i fotoni che, se li guardi, si comportano da particelle, ma se non li guardi direttamente, sembrano onde. In fondo l’Universo intero sembra composto da una sola Coscienza, poche Anime, molti fotoni ed infiniti asini.
Post Scriptum
Prima di pubblicare questo lavoro ho sentito la necessità di farlo leggere ad alcuni addotti. Ne ho scelto un campione ristretto e, tra questi, ho introdotto una persona con Anima, ma non addotta, che ha collaborato con me per studiare, con l’ipnosi, delle situazioni riguardanti il colloquio con Anima. Ne sono scaturite alcune considerazioni di carattere generale che ho ritenuto opportuno aggiungere brevemente in coda al lavoro, perché di un certo interesse per chi segue queste tematiche.
Innanzitutto, in generale, chi ha visionato il manoscritto ha sentito abbastanza sue le descrizioni dell’Universo Olografico e so bene che l’approvazione di un addotto è molto importante. Gli addotti di solito sviluppano capacità sensoriali che vanno al di là delle comuni capacità umane. Le loro esperienze, infatti, li hanno portati a far fronte a situazioni particolari nelle quali l’utilizzo inconscio di facoltà paranormali era fondamentale. Siccome qui si parla di Coscienza, ho ritenuto che fosse utile effettuare un test con coscienze di addotti, o comunque evolute, riguardo ai concetti esposti ed alla proposta di Universo Olografico. Così anche chi è munito di Anima, ma libero da esperienze di abduction, ha creduto di vedere in questo lavoro un ulteriore positivo tentativo di avvicinarsi alla corretta descrizione della realtà, anche se le mie osservazioni hanno il limite di partire da un contesto interno alla Virtualità. L’idea della contemporaneità degli eventi e della loro non località, accomunata a quella di Unica Anima ed Unica Coscienza finale, si è detto, deve porre il nostro essere di fronte ad una nuova valutazione degli eventi che mi hanno portato alle conclusioni esposte.
La Nuova Visione
Alcune cose appaiono evidenti, altre meno. Per esempio è evidente che, con tecniche quali il Simbad o l’ipnosi, è realmente possibile viaggiare sulla Griglia Olografica sia nello spazio che nel tempo. È altresì evidente che chi non possiede Anima è vincolato a viaggiare solo sull’asse dello spazio, ma non su quello del tempo, avendo minori gradi di libertà.
È infine evidente che, se le cose stanno così, gli Alieni che sono in questo Universo e che non possiedono Anima, sono costretti a viaggiare sulla Griglia Olografica con macchine, perché da soli non ce la possono fare.
A questo proposito mi viene in mente che il colonnello Philip Corso diceva che le macchine aliene gli sembravano in realtà il prolungamento del pilota: solo così si potevano pilotare. Questa osservazione mi porta a sospettare che sia la Coscienza del pilota a spostarsi nello spazio-tempo con l’ausilio di una macchina, il cui unico effetto sarebbe quello di compensare, in qualche modo, la mancanza di Anima, e quindi la possibilità di avere quella componente atemporale che permetterebbe un buon trasporto, anche sull’asse stesso del tempo. Ci possiamo spostare solo sull’asse del tempo se esso per noi non è più virtuale, ma reale, cioè non esiste, o meglio esiste non localmente, od ancora, se esiste è in un solo luogo di punti, composto da un solo punto.
Mi chiedo se le loro macchine funzionino proprio perché una parte di Anima è stata catturata ed è bloccata all’interno delle loro stesse attrezzature volanti. È estremamente plausibile che sia la Coscienza a “spostarsi”, nel piano spazio-temporale ed è per questo che la macchina ed il pilota devono per forza diventare una cosa sola (la macchina è inanimata nel senso letterale del termine - N.d.A.).
Queste osservazioni non farebbero che rafforzare l’idea che chi è Anima può andare dagli Alieni senza far uso della tecnologia, ma loro non possono facilmente venire da noi. A qualcuno, a questo punto, potrebbe venire l’idea di andare a trovarli a casa e convincerli, con le buone o con le cattive, a smetterla con le loro operazioni su questo pianeta: ma l’iniziativa, a mio avviso, non otterrebbe grandi risultati, poiché mi sono reso conto, in diversi anni di ipnosi, che una MAA (memoria aliena attiva) non può essere smossa dal suo punto di vista, per mancanza di creatività e di sufficiente lungimiranza nel credere che le proprie idee possano essere errate.
Per essa è così perché è sempre stato così e su quello non si discute, poiché discutere su certi temi vorrebbe dire mettere in pericolo tutta la sua millenaria società piramidale. Del resto, alcuni esperimenti preliminari sembrerebbero indicare che l’ipotesi di andare a casa degli Alieni e mettergliela a soqquadro sia abbastanza plausibile.
Ma esistono altre problematiche da risolvere. Gli Alieni infatti non vanno, da ora in poi, immaginati come nostri nemici, ma nemmeno come nostri amici e neppure come Alieni e basta. Purtroppo essi fanno parte di noi. Un’unica Coscienza per tutti!
Distruggere l’Alieno sarebbe come distruggere parte di noi. Non considerare l’Alieno e decidere, per esempio, una politica non interventista come quella di Anima, decisa a portare la sua esistenza da un’altra parte e lasciare l’Alieno stesso a risolvere i suoi problemi in questa zona dell’Universo, sarebbe ugualmente perdente. Infatti parte della Coscienza rimarrebbe prigioniera dentro i corpi o le essenze di esseri incapaci di evolvere. In altre parole parte di noi rimarrebbe comunque di qua. Insomma si starebbe verificando una specie di lotta tra due gruppi opposti: quelli con Anima che non vogliono fare niente, nemmeno difendersi, e quelli senz’Anima, i quali continuerebbero, senza capire gran che, a rompere le scatole alla parte animica, mettendo a rischio l’interno Universo e compromettendo probabilmente il risultato finale che la Coscienza vuole raggiungere: prendere conoscenza di Sé.
In altre parole si scopre che chi è Anima è legato a doppio filo con il destino di chi Anima non è. È come se due ipotetici contendenti, l’assassino ed il poliziotto, fossero legati con un paio di manette indissolubili cosicché, quando si arrivasse a giustiziare l’assassino, il cadavere di quest’ultimo rimarrebbe sempre legato al povero poliziotto, il quale dovrebbe portarselo dietro per tutta l’eternità. Da una parte c’è l’Alieno che, comunque lo si giri, tenderà sempre ed inequivocabilmente a prenderci ciò che non è suo e, dall’altra, la nostra necessità di farlo smettere e di fargli capire che, se lui uccide noi, elimina pure se stesso. Insomma non puoi fare niente contro il tuo persecutore perché lui è una parte del tutto, di cui tu sei un’altra parte. Purtroppo l’Alieno non impara dall’esperienza, perché non può imparare, essendo totalmente privo di Anima. Certo può lentamente approvvigionarsi di tecnologia, che peraltro lo renderà sempre più legato alla virtualità incerta dell’Universo in cui lui stesso si rifugerà. L’Universo per l’Alieno sarà, alla fine, una grande gabbia, una prigione da cui non vorrà più uscire perché, anche se potesse uscirne, non saprebbe dove andare.
Ci vorrebbe un miracolo!
Già, ma uno che fa i miracoli noi, a portata di mano, lo abbiamo… è l’asse della Coscienza. Acquisire Anima non è possibile, ma acquisire Coscienza sì. La parte di Coscienza di chi è Anima e, se vuole, conosce, dovrebbe impegnarsi a portare una parte di Sé anche nella zona d’ombra, laddove abita la scarsa Coscienza aliena. Il vestito sporco va lavato tutto, anche dove non è sporco, dicevo un po’ più su. Esiste una sola possibilità per ottenere un risultato simile. Bisogna che la coscienza-cosciente, si riunisca nel punto dell’illuminatore (come l’ho descritto in un precedente lavoro), forse quello che i fisici moderni chiamano punto Omega (J. Tipler, Articoli La fisica dell’immortalità. Dio La cosmologia e la resurrezione dei morti, 1995, Arnoldo Mondadori Editore)
http://www.vialattea.net/odifreddi/tipler.pdf.
In quel punto si illumina tutta la matrice olografica e da lì si può inviare l’informazione al resto dell’esistenza cosciente. Detto in termini molto meno esoterici, chi è Coscienza deve raggiungere rapidamente il punto di partenza, di inizio, delle cose, prima che l’Universo si richiuda e si riparta daccapo, perché il risultato non è stato raggiunto nel tempo concesso dalla virtualità. Una volta arrivati in quel luogo si cercherà di pescare anche il resto della coscienza. Sarebbe come dire che i “buoni” che vanno in “paradiso” devono salvare coloro che sono andati all’inferno: così si esprimerebbe un parroco di campagna. In fondo gli Alieni stanno tentando di fare la stessa cosa, ma partendo da un presupposto diverso. Mentre l’Alieno sta tentando di prendere, con Anima, anche la nostra parte di Coscienza (la Coscienza di Anima) con l’idea di eliminare poi noi, noi stessi, dal canto nostro, vogliamo preservare la nostra Anima e la Coscienza di essa per poi poterla ridonare a loro.
Da questo punto di vista non si deve sperare che l’Alieno od il militare di turno capiscano. Se le cose andranno bene saremo tutti salvi, ma se vincono loro saremo tutti nella condizione di ricominciare daccapo un altro ciclo universale. Ancora una volta il gioco finisce solo quando si supera il suo livello di difficoltà caratteristico, altrimenti tutto ricomincia daccapo. Questa è vera virtualità.
Dunque chi è Anima si prenda la responsabilità anche per il resto dell’Universo. Lo deve fare non per pietismo, non perché spinto da chissà quale afflato religioso, ma molto più prosaicamente perché non esiste alternativa. Dunque cosa fare? Secondo me basta acquisire Coscienza di Sé. Non serve assolutamente fare altro, ma è necessaria la volontà di farlo ed ognuno di noi dipende in una certa misura anche dall’altro.
Note finali.
Per comprendere appieno questo articolo, bisogna aver prima letto i seguenti lavori dello stesso autore ed il testo completo di “Alieni o demoni - La battaglia per la vita eterna”.
http://semiasse.altervista.org/sentistoria/malanga/ARCHETIPI.pdf
http://semiasse.altervista.org/sentistoria/malanga/archetipi2.pdf
http://semiasse.altervista.org/sentistoria/malanga/L_ULTIMO%20PASSO.pdf
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l'articolo del Prof. Corrado Malanga
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Sezione "INTERFERENZA ALIENA": Reiki Info presenta gli interessanti articoli del prof. Corrado Malanga: Una Revisione della Realtà: ovvero, gli asini volano?
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