Tesi sull'Interferenza Aliena
come intesa da Corrado Malanga
- I Gufi non sono quello che sembrano -

Esplorazione di un Mondo Possibile: L’Universo di Significato
delle Interferenze Aliene (dott.ssa Silvia Tonizzo)

 

I GUFI NON SONO QUELLO CHE SEMBRANO, tesi di Silvia Tonizzo. Ai veri gufi, tuttavia, va tutta la simpatia della Scuola Free Reiki.

 

I - DI COSA STIAMO PARLANDO: 1.5.5
LE MOLTE FACCE DI UNA MEDAGLIA - UFOLOGIA E MISTERI

archeologia
del mistero

 

 

Vari sono i libri che hanno tentato di raccogliere i tanti indizi a supporto di una tesi di evoluzione del pianeta e dell’umanità differente da quella ufficialmente accettata. Impossibile non citare a questo proposito l’italiano Peter Kolosimo (1964) con il suo “Terra senza Tempo” e la famosissima ed internazionale pietra miliare “Archeologia proibita” di Michael A. Cremo e Richard L. Thompson (1994).

I commenti autorevoli a quest’ultima opera non mancano, come quello di David Heppell (Dipartimento di Storia Naturale al Royal Museum of Scotland) il quale ha affermato: “che si accettino o meno le evidenze presentate in questo libro, ho la sensazione che non ci saranno comunque più scuse per ignorarne l’esistenza” (1994).

Moltissime dunque le prove a supporto di un’ipotesi storica alternativa rispetto a quella vigente presentate in questi testi. Anni di studi e di evidenti riscontri vengono qui inseriti in un ampio quadro all’interno del quale ogni nozione evoluzionistica da decenni insegnata ai bambini nelle scuole, viene presa in esame e puntualmente contraddetta. Secondo le teorie derivanti da questo tipo di studi, l’homo sapiens sapiens non potrebbe essere comparso sulla terra soltanto 90.000 anni or sono, non potrebbe inoltre essere rimasto in una fase di progresso praticamente nulla per così tanto tempo e, soprattutto, la nostra non sarebbe affatto la prima "civiltà globalizzata" ad aver abitato questo pianeta.

Architrave ad Abydos, in Egitto, datata circa 3000 anni

Le prove a questo proposito si troverebbero tra i numerosi reperti classificati "impossibili" rinvenuti nelle più disparate zone della Terra.

Questi fossili e manufatti per così dire "fuori dal tempo" sarebbero spesso scomparsi senza lasciare traccia subito dopo la loro scoperta, in altri casi però i reperti sono semplicemente finiti in musei o in collezioni private dove, volendo, possono essere recuperati ed analizzati in qualsiasi momento (previa debita autorizzazione).

C'erano elicotteri Apache, sommergibili e navi stellari 3000 anni fa? Dettaglio della trave di Abydos, in Egitto. La spiegazione scientifica ufficiale sentenzia che si tratti di incisioni (traducibili) sovrapposte nel tempo a formare casualmente queste figure. Davvero per nulla convincente!

Sculture intagliate migliaia di anni prima della comparsa dell’uomo sul pianeta (migliaia di anni prima dell’era Giurassica persino), frammenti di macchinari tecnologici primitivi paragonabili ad odierni calcolatori, resti umani di proporzioni inverosimili, congegni dalle funzioni oscure e dalla fattura di incomprensibile realizzazione, schegge di frecce conficcate in ossa di dinosauri, utensili imprigionati all’interno di formazioni rocciose la cui datazione risalirebbe a circa 400.000.000 di anni fa, addirittura impronte di piedi umani conservate in strati di minerali vecchi oltre 500.000.000 di anni, (epoche infinitamente antecedenti al momento in cui il primo sapiens sapiens mosse i suoi passi eretti su suolo terrestre).

Sotto gli occhi di tutti si troverebbero inoltre famosissime meraviglie architettoniche, i cui segreti non sembrano ancora essere stati del tutto svelati. Le Piramidi d’Egitto e la Sfinge sono forse tra le più conosciute strutture ancora velate di mistero in questo senso. Dalle tecniche usate per la loro costruzione allo scopo per il quale sono state erette, molte teorie sono state ipotizzate ma nessuna di queste è ancora stata confermata. I dati più interessanti sono quelli che si riferiscono alle teorie sulle dimensioni della Piramide maggiore: dividendo il suo perimetro per il doppio dell'altezza, il valore ottenuto è molto simile al pi-greco.

Le Piramidi di Giza, Egitto

Le misurazioni compiute sulla piramide hanno addirittura migliorato il calcolo del pi-greco fino al quinto decimale. La sua ombra inoltre scompare totalmente il giorno dell’equinozio di primavera. Il suo perimetro, in pollici piramidali, corrisponde esattamente a 1000 volte 365.2 (il numero di giorni dell'anno solare) ed essa venne realizzata 1500 anni prima che i Greci calcolassero il primo calendario.

Costellazione di Orione - Piramidi di Giza

Inoltre, la Piramide rivelerebbe anche la distanza tra Sole e Terra moltiplicando la sua altezza in pollici per 10 alla nona potenza (10 a 9 è il rapporto tra l'altezza e la larghezza della Piramide). Secondo un ecclesiastico ameri-cano, le pietre che costituiscono la Piramide conterrebbero un sistema di numeri attraverso i quali sarebbero indicate pesi, misure, angoli, temperature, gradi, problemi geometrici e rilevamenti cosmici. Infine, i rapporti tra le lunghezze dei suoi corridoi rivelerebbero addirittura alcune date fatidiche della storia mondiale. Potrebbe trattarsi dunque di una complessa "carta di riconoscimento planetaria" visibile dallo spazio, dato che la teoria ufficiale, quella del monumento funebre, non è mai stata supportata dal rinvenimento di alcun cadavere faraonico all’interno dell’enorme costruzione. Singolare poi la disposizione delle tre piramidi che riproduce, da una visione aerea, la costellazione della Cintura di Orione (Bagnara; 2003 - Aford; 2004)

Curiosi enigmi avvolgono anche le piramidi messicane di Teotihuacán, ma per quanto riguarda il Sud America, le stranezze in maggior misura riconducibili a tematiche ufologiche sono quelle relative alla piana di Nazca. Ci troviamo in questo caso alla presenza non di strutture architettoniche, bensì di elaborati disegni dalle dimensioni gigantesche visibili solo ed esclusivamente dall’alto.

Mappa delle misteriose linee di Nazca

La domanda sorge spontanea: a chi erano rivolte le immense figure? Tra l’altro di non facile realizzazione vista l’impossibilità di un riferimento aereo che potesse fornire delle direttive.

Il ragno di Nazca

Ma la cosa più inspiegabile riguarda la rappresentazione di un gigantesco ragno, al termine della cui zampa posteriore destra si può notare la presenza di un prolungamento anomalo. Questo ragno esiste davvero, si tratta di una particolare specie di aracnoide di nome Ricuinulei, il cui apparato riproduttore si trova stranamente al culmine di una delle zampe. La posteriore destra per l’appunto. La scoperta di una simile struttura riproduttiva è stata fatta recentemente in quanto questa caratteristica può essere identificata esclusivamente al microscopio.

Ulteriori studi hanno messo il luce la possibilità di interpretare questo disegno come un diagramma rappresentante (ancora una volta) la costellazione di Orione. (Stiebing; 1998).

Una conoscenza astronomica eccessiva per le popolazioni arcaiche è emersa anche dall’analisi dell’antichissima Stonehenge, una struttura di monoliti la cui disposizione lascia appunto supporre la dimestichezza di questi popoli con nozioni celesti (equinozi, solstizi, cicli stellari) di spaventosa precisione.

Buffonate secondo la scienza e l’archeologia ufficiale, imbarazzanti verità tenute nascoste al dominio pubblico secondo chi si occupa di queste tematiche. Parecchi studi riferiscono inoltre la presenza di alcuni racconti leggendari (ad esempio il diluvio universale o la scomparsa di un continente), di alcune decorazioni, di alcuni simboli o illustrazioni (ad esempio la raffigurazione di un serpente piumato) riscontrabili praticamente in ogni punto del globo, attribuiti a diverse culture ormai da lungo scomparse. L’ipotesi è quella di una civiltà antica, antichissima, precedente e madre di tutte quelle ad oggi conosciute, la cui estensione avrebbe compreso l’intero pianeta. Una simile civiltà avrebbe insomma influenzato ogni cultura succeduta all’enorme disastro che sarebbe stato causa della sua distruzione. (Lawton; 2004)

 

 

 


 

 

 

 

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"INTERFERENZA ALIENA: Reiki Info presenta la tesi della dott.ssa Silvia Tonizzo
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