reiki e il
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«Le cose sono come sono,
non sono minimamente come dovrebbero essere.
Eppure tutto è perfetto. Dinanzi a questo paradosso
io sono ciò che sono, ma posso scegliere come agire.»
REIKI E IL LAVORO SU DI SE'
La conoscenza di "draghi" e "dèmoni" che il nostro Sé rivela, indica contemporaneamente, alla persona che accetta la crescita, la possibilità di intraprendere una delle più grandi sfide: il lavoro per portare luce all’ombra e all’oscurità. In questo lavoro, che non è solo una lotta contro i propri stessi fantasmi, ma anche una possibilità di rivelare cose meravigliose che tenevamo celate, la luce del Reiki rischiara il cammino, dà scopo e direzione e ci aiuta a intravedere l’amore, la verità, la libertà, la completezza.
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Il Reiki lavora incessantemente e costantemente a livello coscienziale al fine di renderci del tutto consapevoli della necessità dell’accettazione di noi stessi, del Sé globale. Il conflitto tra le esigenze del nostro Ego e quelle dell’autentico Sé (che trova dunque nel Reiki un potente alleato) richiede pazienza e coraggio: ci trasformiamo ma tentiamo di resistere alla trasformazione.
Il nostro spirito respira aria nuova, ma deve stare attento a non farsi tarpare le ali. La nostra mente
a volte è confusa, dubita, crede, si scoraggia, spera; e il nostro povero corpo somatizza.
Dopo l’armonizzazione Reiki, a seconda dei conflitti e dei blocchi energetici che una persona porta con sé,
vi possono essere fenomeni transitori, detti di «spurgo», che possono durare qualche ora o manifestarsi
varie volte nei giorni successivi: piccoli giramenti di testa, emicranie, fastidio allo stomaco, qualche linea di febbre.
L’autotrattamento e dei purificanti bagni in acqua calda e sale possono velocizzare il passaggio –
operato dal Reiki – ad una più elevata vibrazione energetica e a un equilibrio più stabile e genuino.
Naturalmente, in tale contingenza, sono auspicabili anche un atteggiamento improntato ad apertura mentale e accettazione
della trasformazione da parte dello studente di reiki, così come la presenza discreta, rispettosa e chiarificatrice
del maestro Reiki quando ve ne fosse bisogno.
REIKI COME STILE DI VITA:
L'ATTEGGIAMENTO DELLA PRESENZA
Reiki è uno straordinario sostegno per il lavoro su di sé, ma non è, in senso stretto, lavoro su di sé. Il semplice imporsi le mani è solo un piccolo aspetto del Reiki, che potremmo definire come parte del "prendersi cura di sé", e non è sufficiente per essere chiamato "lavoro su di sé". Portare lo Spirito del Reiki nella propria vita, in ogni respiro, in ogni gesto, è ben altra cosa... una grande opportunità!
... tutto questo può essere definito parte del LAVORO SU DI SE'.

* l'AUTO-OSSERVAZIONE è un atto semplice, in cui si registrano i fatti senza interpretarli né giudicarli. Più volte durante il giorno possiamo fermarci un attimo, ascoltarci e domandarci: "Come mi sento in questo momento? Come sto, veramente?" L'auto-osservazione si limita alla registrazione semplice dei fatti e non ha niente a che vedere con l'elaborazione mentale degli stessi, o con l'emissione di un giudizio.
** Come ad es. uno Psicoterapeuta serio per chiarire alcuni aspetti della propria realtà che non si possono affrontare altrettanto bene da soli.
Il Reiki è un meraviglioso sentiero che ha un cuore, ma è solo un punto di partenza, solo un sentiero... che va nutrito, come ogni cosa, con Amore, Intelligenza ed Energia.
«Per me esiste solo il cammino lungo sentieri che hanno un cuore, lungo qualsiasi sentiero che abbia un cuore. Lungo questo io cammino, e la sola prova che vale è attraversarlo in tutta la sua lunghezza. E qui io cammino guardando, guardando, senza fiato.»
Nagual don Juan Matus
Continua con: Il Primo Livello Reiki
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Sezione "LIVELLI REIKI" Reiki e lavoro su di sé: il Contatto con sé