| Per
trattamenti non d'emergenza è utile disporre di una stanza adatta
(ordinata, priva di rumori disturbanti, dotata di illuminazione soffusa,
che offra comodità sia per il paziente che per l'operatore.
Poter disporre di un comodo lettino terapeutico è ideale, ma anche
un tavolo allungabile o un asse di legno sorretta da tre cavalletti possono
eventualmente costituire efficaci alternative. Un lettino trasportabile
(12-14 Kg.) è molto comodo.
Avremo cura di avere a portata di mano anche un plaid o una coperta da
usare in caso di bisogno. Spesso chi viene trattato subisce un calo della
temperatura corporea in virtù del rilassamento.
Abbigliamento del ricevente. La persona che viene trattata non
ha bisogno di svestirsi data la forte capacità penetrante dell'Energia
Reiki. È comunque buona cosa che il vestiario sia costituito il
più possibile di fibre naturali (cotone, lana, lino, seta). Sia
l'operatore sia colui che riceve si tolgono le scarpe, l'orologio, così
come eventuali occhiali, anelli e braccialetti. Inoltre, prima di trattare,
l'operatore si lava le mani.
Atmosfera. Una musica soffusa e
un buon incenso possono servire a purificare energeticamente l'ambiente
e a creare un'atmosfera di rilassamento e di armonia. La stanza in cui
operiamo dovrebbe anche essere pulita e in ordine.
Radicamento. Come operatori Reiki - o reikisti - sappiamo
che nel trattare altre persone corriamo il rischio di assorbirne eventuali
disarmonie.
Per prevenire questa malaugurata circostanza eseguiremo ogni trattamento
senza materie isolanti (come la gomma) sotto i nostri piedi. Possiamo
agire scalzi, o con dei calzini, o con delle scarpette di cotone, cuoio
o altro che ci permettano di mantenere una buona "messa a terra"
e quindi di scaricare qualunque influsso disarmonico attraverso i canali
Reiki dei piedi.
(Anche durante l'iniziazione ai livelli Reiki viene data grande importanza
ai piedi, proprio al fine di realizzare un buon radicamento.)
Invocazione della protezione. Quando il paziente è sdraiato
ad occhi chiusi, prima di iniziare il trattamento, chiediamo mentalmente
protezione all'universo in un modo simile al seguente: "Chiedo
all'universo di essere protetto e schermato durante questo trattamento
contro qualsiasi influsso disarmonico!"; teniamo la mano sinistra
protesa verso l'alto (ad antenna) con il palmo in su, la mano destra appoggiata
sul cuore.
Durata. Al di fuori dei casi di emergenza, quando cioè un
trattamento viene programmato, è bene che duri circa un'ora.
Una serie (4-5) di trattamenti naturalmente porta a risultati più
evidenti, profondi e duraturi negli effetti benefici. A seconda della
gravità del caso, da malattie gravi alla semplice esigenza di distensione
e rilassamento, possiamo stabilire la cadenza degli incontri secondo l'opportunità.
Procedura. Eseguiamo ora per alcuni istanti la bilanciatura
al cuore e poi cominciamo il trattamento secondo il nostro sentire.
Imponiamo le mani delicatamente, e stiamo in ascolto delle percezioni
sotto i palmi. Le tratteniamo nella stessa posizione finché non
sentiamo di spostarle, naturalmente una alla volta, per non interrompere
il contatto energetico e, di conseguenza, compromettere il rilassamento
del paziente.
Come operatore Reiki di Primo Livello siamo "in mano di mani"
e siamo invitati ad usare entrambe le mani a contatto col paziente al
fine di creare un circuito energetico.
Sensazioni. Il reikista in ascolto. Solitamente chi tratta sente
caldo, mentre chi riceve, rilassandosi, può avere più freddo.
Quando trattiamo, non sempre le nostre mani diventano "calde":
qualunque sia la nostra percezione stiamo trasmettendo ugualmente l'Energia.
L'emanazione di energia equilibrata ed equilibrante del Reiki (un'energia
non-polare) ci consente di aumentare la nostra sensibilità all'energia
degli altri e di farci guidare da questa sensibilità durante il
trattamento.
Emanando energia armonica durante un trattamento, quando si incontra una
disarmonia, si crea una sorta di "attrito" tra le forze in gioco.
Questo attrito è ciò che viviamo nelle mani come sensazione,
ovvero: formicolio, punzecchiamento, bruciore, dolore più o meno
forte, prurito e così via.
Può anche capitare che viviamo per qualche istante delle sensazioni
dolorose localizzate nel nostro corpo in perfetta corrispondenza con i
sintomi nel corpo del paziente. Questo stato non deve però durare
più di qualche minuto, perché altrimenti è segno
che non stiamo scaricando a terra adeguatamente le sue disarmonie; in
tal caso interrompiamo momentaneamente il trattamento andandoci a sciacquare
le mani sotto l'acqua corrente per circa un minuto.
Può darsi anche che percepiamo degli affetti o delle emozioni del
paziente; questi casi di empatia sono del tutto normali per chi lavora
con l'energia attraverso il cuore.
Accarezzamento dell'aura. Conclusione del trattamento. Alla fine
di ogni trattamento eseguiamo per tre volte l'accarezzamento del corpo
eterico del ricevente facendo scorrere piano le mani in parallelo, dalla
testa ai piedi ad una distanza di 4-6 cm. dal suo corpo.
Strofiniamo quindi le mani tra di loro per interrompere il contatto energetico
e poi laviamole con l'acqua corrente.
Presenza dell'operatore. È
davvero importante non distrarsi, non perdersi nei sentieri tortuosi dei
propri pensieri durante un trattamento. L'energia scorre con grande potenza
quando noi operatori siamo totalmente presenti e assumiamo un atteggiamento
di disponibilità autentica e amorevole.
ALCUNE TRA LE INFINITE POSIZIONI REIKI POSSIBILI
Le posizioni di seguito riportate sono
solamente alcune tra le tantissime possibili. Siamo costantemente invitati
a sentire e sperimentare attraverso la nostra creatività
quali sono, di volta in volta, quelle più adatte ad ogni specifica
situazione.
In questi ultimi anni, prima della scoperta della vera storia di Usui,
si praticava Reiki in modo spesso "dogmatico", con precise regole
e altrettanto rigidi schemi fissi.
Per esempio il trattamento Reiki cosiddetto "completo" veniva
strutturato in una sequenza di 21 posizioni fisse da mantenere ciascuna
per tre minuti.
Su questa strana e davvero occidentale regola sono poi proliferati molti
compact disc con splendide musiche rilassanti capaci di scandire il ritmo
con un campanello tibetano ogni tre minuti
forse affinché
il reikista fosse libero di non ascoltare il proprio ritmo e le proprie
sensazioni, libero di comportarsi come un perfetto automa.
Per quanto io mi sforzi, non riesco proprio a immaginare il buon Mikao
Usui in un contesto così rigido.
In qualunque posizione si trovino le nostre mani - non seguendo la "testa",
ma il nostro "istinto" - il compito che ci aspetta, oltre a
essere presenti a noi stessi e alla situazione, è quello di stare
in amorevole e quieto ascolto di quanto accade a livello energetico.
ALTRI ESEMPI DI POSSIBILI POSIZIONI
|