INSERZIONE PUBBLICITARIA DI

 

marina visvi

 

 

Operatrice Reiki Indipendente e Psicologa a ROMA

 

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Marina - REIKI MASTER e PSICOLOGA

seminari reiki e trattamenti reiki a ROMA

 

Il Reiki è un tecnica di cura olistica che consente il riequilibrio psicofisico di un individuo. Il suo nome deriva dall’unione dei due ideogrammi giapponesi Rei e Ki i quali significano rispettivamente energia universale ed energia individuale; durante un trattamento di reiki l’operatore – colui che dà il Reiki – si connette con il REI e, attraverso le sue mani passa questa energia al corpo dell’altro.

Le mani vengono poggiate su dei punti energetici vitali chiamati chakra, parola che deriva dal sanscrito e che significa vortice/porta dell’energia, così facendo i chakra riprendono a “girare” nel modo a loro più congeniale portando nutrimento energetico sia al corpo che alla mente.

Ho iniziato a comprendere, o meglio, avere una visione diversa della malattia, nel momento in cui io stessa ne ho fatto esperienza. Fino ad allora la malattia per me era una "causa" che doveva essere semplicemente curata. Non mi curavo degli aspetti emotivi, spirituali, energetici. Ci è voluto un segnale forte rivolto a una persona a me molto vicina: un carcinoma al seno, il più subdolo, perché invisibile, il più "cattivo", il più "temuto", quello che ti porta dritto... dritto alla morte.

Anna Ferraresi, Reiki Master di Pontelagoscuro, Ferrara

La vita di tutti i giorni, le relazioni interpersonali spesso insoddisfacenti nonché, i retaggi educativi provenienti dall'infanzia causano malesseri fisici o sensazioni ed emozioni alle quali non sappiamo dare un nome; tali sofferenze si stratificano nel tempo e spesso ci portano a non sentire e/o ad agire nel modo più naturale possibile; a questo punto i processi di pensiero, le motivazioni ed i nostri bisogni iniziano a non essere più in sintonia con noi e, passando in secondo piano generano sempre nuove insoddisfazioni e/o difficoltà che possono degenerare in ansia, depressione, insonnia, disturbi alimentari etc.

Il Reiki, con il suo modo dolce di entrare in contatto con il nostro essere totale consente alle emozioni ed alle sensazioni bloccate/rimosse di fluire, infatti, l’ambiente rilassante, la musica di sottofondo, il profumo degli incensi permette un rilassamento profondo, il quale, consente una riconnessione tra i vari piani energetici – fisico, mentale, spirituale – dell’individuo. Proprio per questa sua capacità di portare l’individuo ad un rilassamento profondo – simile allo stato onirico – il Reiki va usato con molta attenzione e da persone in grado di entrare in empatia con l’altro; con questo non voglio intendere che il Reiki sia ad appannaggio di uno psicologo o psicoterapeuta ma che esso sia veicolato, da persone che sappiano sentire l’altro sulla propria pelle senza per questo arrivare ad un’identificazione con lui; quando l’altro diviene parte di noi e noi riusciamo, seppur nella identificazione, a staccarci da lui, riusciamo a comprendere meglio il suo blocco energetico e a dare tutto l’aiuto possibile affinché veda la sua vita sotto un profilo diverso.

L’essere umano nasce con delle potenzialità – così come una pianta – e si sviluppa secondo il terreno – ambiente sociale – in cui è immerso; a volte capita che il terreno non solo non faciliti lo sviluppo armonico ma, imponga stili non consoni all’indole individuale che conducono l’individuo a vivere una vita al di sotto delle sue potenzialità; crescendo l’organismo cerca costantemente l’adattamento con il mondo esterno e, a tale scopo erige barriere difensive tese a separarlo sempre più dai suoi veri desideri ed aspirazioni; è così che insorge la sofferenza che attiva l’essere umano a ricercare aiuto.

Ciò a cui è tento l’operatore Reiki non è solo il prestare aiuto al fine di ripristinare l’equilibrio perduto ma, e soprattutto, quello di essere un sostegno ed una guida per chi cerca di sviluppare se stesso.

Proprio per questo sostengo che la serietà di un operatore Reiki si esplichi nel contesto della sua vita quotidiana, parlare con l’altro non implica solo una comunicazione sul piano verbale ma anche e di più sul piano non verbale; gli atteggiamenti, i pensieri, lo stile di vita, il tono della voce, la calma, devono trasparire con naturalezza affinché l’altro, non noti una discrepanza tra le due comunicazione; a questo fine la teoria di Bateson sul doppio messaggio è molto esaustiva e io credo che quando l’operatore vive la sua vita – dentro e fuori il contesto dello studio di Reiki – in modo non antitetico la guarigione dell’altro diviene un processo automatico; vorrei inoltre sottolineare che, ogni volta che si viene in contatto con l’altro anche noi mettiamo in gioco la nostra personalità, nel rapporto interpersonale noi siamo sempre coinvolti in un cambiamento pertanto l’ascolto dell’altro è utile anche per aiutare ad ascoltarono i stess; il processo di crescita non ha mai fine ed ogni incontro è unico proprio perché ci porta a conoscere parti di noi che, forse, ancora non conosciamo o che, conosciamo solo a metà.

Il Reiki è un processo di crescita costante e quando si è tutti insieme in un seminario e si medita con l’altro allora, le energie che entrano in risonanza sono l’aspetto di crescita più notevole; pochi sanno che la nostra aurea si sporca facilmente e che la nostra rabbia fa cambiare alla stessa colore; poche sono le persone che si ascoltano e che prendono le loro emozioni e sensazioni davvero sul serio, spesso, anche all’interno dei seminari si ascoltano racconti di persone che sanno perfettamente che cosa sia giusto per la loro vita poi, inevitabilmente, mettono in scena lo stesso copione di vita pertanto credo che lavorare insieme all’altro e guardare alla vita con gli occhi dell’altro possa portare ad una comprensione più profonda del Se’.

Meditare è un’esperienza unica, un’esperienza che congiunge al Sé interiore e credo che, fintanto che l’individuo non riesca ad ascoltare la voce del proprio Sé non riesca neanche a vivere la vita che gli appartiene; i condizionamenti genitoriali si possono e si devono perdere e per farlo c’è bisogno di chi, con il proprio atteggiamento mentale e fisico, ci fa vedere che si può fare; aiutare l’altro a riconnettersi con il Sé è possibile solo quando anche noi siamo arrivati alla connessione.

Certo camminare sul sentiero di luce del Reiki e riuscire a rispettare i suoi cinque “consigli” non è davvero facile, non sempre riusciamo a fare a meno di arrabbiarci, preoccuparci o a svolgere il nostro lavoro con dedizione e serietà ma, si cerca di farlo; si cerca di essere il più onesti possibile con se stessi e per gli altri; emozioni quali la rabbia sono forti e, spesso derivano da qualcosa di molto lontano nel tempo tempo che, a livello inconscio non esiste; l’inconscio non possiede le coordinate spazio-temporali della coscienza per questo ciò che era vero da bambini è, per alcuni vero e vivo ancora oggi; nella meditazione il tempo si unisce, anche qui le coordinate spazio-temporali non ci sono e forse, è proprio per questo che nella meditazione e nel Reiki si trova sollievo a ciò che è stato; se meditando si originano immagini è bene affondarle specie se, l’immagine è quella di un animale o di una persona “demoniaca”; affondare l’immagine emergente aiuta a sconfiggere ciò che nel passato è stato causa di sofferenza, ciò che da bambini non ci è stato dato modo, grazie alla nostra “piccolezza”, di affrontare e distruggere.

Le immagini emergenti sono parti di noi negate perché ritenute non idonee con la personalità cosciente ma, queste parti così negate e bistrattate sono proprio quello di cui noi abbiamo avuto ed abbiamo ancora bisogno per vivere; spesso queste parti sono il nostro vero potenziale latente, sono quelle parti che ci permettono di dare una svolta alla nostra vita.

Ho sentito maestri di Reiki parlare dell’inconscio e delle emozioni come di mostri da affrontare e distruggere perché solo così si può ritrovare l’equilibrio; ho sentito sogni di maestri in cui le immagini ricorrenti erano donne smembrate e cadaveri sparsi ovunque, cadaveri che grondavano sangue su di loro; ho sentito maestri parlare di come loro hanno dominato e dominano l’inconscio e questo è davvero sconcertante perché il Reiki non è fatto per mettere il “guinzaglio”, all’inconscio ma, secondo me che sono una junghiana, è fatto per portare alla superficie l’inconscio e tutto ciò che di finalistico è racchiuso in lui.

Per me il Reiki è un sentiero luminoso proprio perché dà gli strumenti per entrare nel Sé, quel Sé così perfetto e rotondo, rappresentato da un mandala e quindi dai chakra, che può portare l’uomo ad essere davvero se stesso. Con il Reiki io abbino anche le fiabe, mi piace molto nel corso dei seminari leggere fiabe e meditare su di loro; ognuno di noi si rappresenta la fiaba a suo modo e così, lavora ancora di più sulle energie bloccate; le fiabe arabe sono davvero eccezionali così come quelle di tutti gli altri paesi.

 

 

 

 

Marina Visvi
ROMA
347.8106692

 

Nel sito ALTRA SALUTE trovate una sezione dedicata al Reiki da me gestita: http://www.altrasalute.it/reiki%20index.html

 

 

 

 

 

IMPORTANTE AVVERTENZA. La Scuola Free Reiki di Padova e il sito REIKI INFO presentano in questa pagina un operatore energetico indipendente, al quale è stato trasmesso la corretta modalità di trattamento Reiki che NON prevede diagnosi mediche o psicologiche, NON prevede la somministrazione di farmaci, creme, unguenti o qualunque altro medicamento, NON prevede che la persona sottoposta a trattamento venga spogliata o costretta ad alcunché. Chi riceve una seduta di Reiki da Marina Visviviene informato che il metodo Reiki consiste in una delicata imposizione delle mani o in un trattamento eseguito a distanza che non si configura mai come massaggio né prevede il contatto con parti intime. Reiki è una via di libertà e di individuazione ’insegna della sobrietà e del rispetto di ogni essere umano.

Marina Visvi dichiara di agire nella massima indipendenza dalla Scuola Free Reiki® e dal Centro Olistico Tolteca e di esonerare Dario Canil da ogni tipo di responsabilità circa il proprio operato.

 

 

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